Cosa è la biomassa? PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 25 Gennaio 2010 09:15

La biomassa è l'insieme delle materie organiche, animali, vegetali e dei loro sottoprodotti derivanti dalla fotosintesi, fenomeno mediante il quale la pianta fissa il gas carbonico dell'aria sotto l'influenza della luce che può' assorbire grazie alla clorofilla delle sue foglie. Caratteristica fondamentale della biomassa è che è  rinnovabile ma distribuita e dispersa sul territorio (non è concentrata in un luogo come una miniera di carbone).
Lo sviluppo della biomassa vegetale dipende dalla temperatura, dalla luce, dall'acqua e da elementi nutritivi. In base a queste condizioni, alcune regioni del mondo si prestano più che altre alla produzione di biomassa.

La quantità di biomassa è rappresentata dalla materia secca (MS) prodotta per ettaro e per anno che può' essere calcolata in tonnellate equivalenti di petrolio secondo il rapporto seguente: 2.500 kg di materia secca = 1 tep.
Si tratta di un'equazione generale che può' essere modificata in alcuni casi (l'olio, i prodotti umidi per i quali si deve tener conto del calore di vaporizzazione).
I materiali di base che costituiscono la "biomassa - energia" sono:

  • Rifiuti e residui agricoli
    Alcuni sottoprodotti dell'agricoltura costituiscono una prima categoria di materiali immediatamente disponibili. Si tratta di residui vegetali (paglie di cereali e di piante oleaginose, tutoli e spate di granturco, tralci di vigna, foglie e colletti di barbabietole, residui di fermentazione, ecc.) o di sottoprodotti dell'allevamento (letame e lettimi di ovini, bovini e suini, pollina, sieri, residui di macellazione).
  • Rifiuti e residui forestali
    I boschi cedui esistenti in gran parte sfruttati poco o niente (soprattutto in Francia e in Italia); i prodotti di radure attualmente non commercializzati; i residui di sfruttamento forestale e di trasformazione del legno
    (segherie, legname, pannelli).
  • Le colture energetiche
    A parte il recupero di questi sottoprodotti, si ha l'intenzione di creare delle colture destinate non più all'alimentazione umana o animale o ad altri impieghi (per esempio, i tessili) bensì' alla produzione di
    energia. Queste colture devono soddisfare alcuni criteri di fattibilità e di redditività: alto livello di produzione di materia secca per ettaro, basso costo di produzione, raccolto facile e bilancio energetico
    molto positivo. Nei paesi a clima temperato sono allo studio alcune colture: si tratta essenzialmente dei boschi cedui a ciclo breve capaci di produrre da 10 a 15 t di MS/ha/anno. Una piantagione è stata realizzata in Irlanda nel 1980 su torbiere. Alcune piante potrebbero essere interessanti: la felce, la ginestra spinosa (ulex europaeus), la ginestra, che possono crescere in terreni poveri e in condizioni climatiche difficili. Altre piante tipiche che nascono generalmente nei paesi tropicali potrebbero presentare un certo interesse anche per i paesi europei. Il giacinto d'acqua (Eichhornia Crassipes) per esempio produce fino a 100 t di MS/ha/anno di laguna e grazie alla sua capacità di assorbire le materie inquinate (tra cui i metalli) potrebbe per di più agire come disinquinante nei bacini d'acqua residua calda. La euforbia (euphorbia lathyrus e euphorbia characias) cresce in terreni secchi e poveri e produce un succo ricco di lattice la cui composizione è simile a quella degli idrocarburi. Alcune piante vengono già raccolte con uno scopo energetico: è in
    corso un esperimento nel sud della Francia con la canna di provenza (arundo donax) che ha una resa media di 15 tonnellate di IS/ha/anno.
    Altre piante hanno finalità diverse: alimentari, industriali, energetiche: le piante che possono, dopo idrolisi o direttamente, fornire un succo zuccherino che dopo fermentazione può' essere trasformato in alcool (e quindi entrare nella composizione della benzina - già oggi è possibile una miscela fino al 20%). Si tratta della barbabietola da zucchero, della barbabietola da foraggio, del sorgo da zucchero, del topinambur, del granturco, della patata e del cavolo da foraggio; possono essere prese in considerazione anche le piante oleaginose (colza, ravizzone, girasole, soia, lino, ecc.) data la possibilità di utilizzarle direttamente nei motori diesel;
  • le colture intercalari
    dopo un raccolto precoce viene seminata una nuova pianta che potrà essere raccolta prima dell'inverno; E' allo studio la biomassa da alga, ricavata da alghe marine che hanno capacità produttive molto elevate: più di 80 tonnellate di MS/ha/anno.
  • I rifiuti organici delle industrie agricole e alimentari, le acque residue, ecc.
  • I rifiuti urbani (rifiuti domestici, acque di scarico) che presentano
    il vantaggio di essere già raccolti e ammassati.

 

Ultimo aggiornamento Sabato 06 Febbraio 2010 18:54